Culto 10/03/2019 - Prima del tempo di Pentecoste

di Ruggero Marchetti pubblicato il 18/03/2019 22:32:32 in culto 89

Matteo 4 , 1 - 11

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani". Ma egli rispose: "Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio" .

Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: "Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti con il piede contro una pietra". Gesù gli rispose: "È altresì scritto: Non tentare il Signore Dio tuo".

Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli: "Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori". Allora Gesù gli disse: "Vattene, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi il culto".

Allora il diavolo lo lasciò , ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano.

Un pensiero dalla predicazione

thumbnail articleMalgrado l’attrazione che indubbiamente esercita su noi che l’ascoltiamo, questo testo ci lascia anche perplessi. Quello che ci racconta e il modo in cui lo fa, urta decisamente la nostra razionalità di uomini e di donne del Ventunesimo secolo. Anzitutto, non rientra nella normalità delle cose che un essere umano possa digiunare per “quaranta giorni e quaranta notti”… e non sono neanche normali i due voli straordinari dei due protagonisti dal deserto al “pinnacolo del tempio” e a quel “monte altissimo” da cui si vedono “tutti i regni del mondo e la loro gloria”. E infine anche, e forse soprattutto, c’è il grande antagonista di Gesù, Satana il diavolo, Satana il tentatore. Qualche anno fa, la Chiesa d’Inghilterra ha dichiarato che il diavolo e l’inferno, almeno nella loro forma tradizionale, non esistono affatto. Niente più fuoco, allora… niente più forconi, né zoccoli né corna. E fin qui va anche bene. Ma quanti, anche fra noi, oggi credono all’esistenza di Satana come una persona? Insomma, veramente questa è una pagina che suscita mille e una perplessità. E ci viene da chiederci se si tratta di una storia reale oppure tutto è solo un’invenzione, una favola, una parabola molto originale.

Se però facciamo lo sforzo di guardare le cose in un’altra prospettiva… forse questi interrogativi perdono consistenza e alla fine questa sconcertante “pagina delle tentazioni” è molto molto meno sconcertante di quanto non ci era sembrato a prima vista. Diventa un testo concreto, che ci presenta il mondo e la nostra stessa vita per quello che sono realmente, nella loro reale condizione.

Pensiamo ai tre diversi modi coi quali, in questa pagina, Matteo chiama l’avversario di Gesù. Per quattro volte è il “diavolo”, che vuol dire “calunniatore”, e perciò “divisore”: colui che servendosi della menzogna insinua il sospetto e l’inimicizia nei rapporti fra gli umani e li distrugge. Chi allora meglio del “diavolo” può essere l’immagine del nostro povero mondo globalizzato e fatto di megalopoli sempre più vaste, sempre più popolose, in cui però domina la frantumazione fra i popoli, le culture, le singole persone, in cui siamo divisi e siamo soli, e diffidenti e pieni di paura e di sospetto, e perciò facilmente violenti? Ma una volta Matteo chiama il diavolo il “tentatore”, un nome che ricorda fatalmente “il più astuto di tutti gli animali”, il serpente di Genesi 3, l’istigatore della caduta dei nostri primi avi nel giardino dell’Eden, quell’evento fatale da cui hanno avuto origine i mali ed i disordini della storia e del mondo. Quei mali e quei disordini che in forme sempre nuove e sempre micidiali continuano a inquinare e a ferire e ad uccidere i corpi, le menti, i cuori di chi si trova a vivere qui su questa terra… E poi il diavolo è “Satana”, “l’Accusatore”, “l’Avversario”, “il Nemico” per eccellenza di Dio e dell’umanità. Anche qui… non siamo forse noi esseri umani i peggiori nemici di Dio e di noi stessi? Non è forse la nostra, per tanti aspetti, una società “satanica”, nel senso che si mostra irrimediabilmente ostile e chiusa, refrattaria a Cristo e alla sua manifestazione?


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