Culto 17/02/2019 - Festa della libertà

di Ruggero Marchetti pubblicato il 17/02/2019 23:15:03 in culto 92

Marco 3 , 7 - 19

Poi Gesù si ritirò con i suoi discepoli verso il mare; e dalla Galilea una gran folla lo seguì; e dalla Giudea, da Gerusalemme, dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli faceva, andò da lui. Egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta, per non farsi pigiare dalla folla. Perché, avendone guariti molti, tutti quelli che avevano qualche malattia gli si precipitavano addosso per toccarlo. E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gettavano davanti a lui e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ed egli ordinava loro con insistenza di non rivelare la sua identità.

Poi Gesù salì sul monte e chiamò a sé quelli che egli volle, ed essi andarono da lui. Ne costituì dodici per tenerli con sé e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro; Giacomo, figlio di Zebedeo e Giovanni, fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figli del tuono; Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariot, quello che poi lo tradì.

Un pensiero dalla predicazione

thumbnail articleNel nostro testo d'oggi, dopo la scena della prima parte, caratterizzata dalla presenza delle folle, ce ne è una completamente diversa: Gesù che sceglie i dodici “per mandarli a predicare col potere di scacciare i demoni”.

Sembra quasi di cogliere una sua diffidenza nei riguardi della “folla”. Far parte di una folla, lo sappiamo, può trasformare un essere umano, che perciò, insieme agli altri, in preda ad una sorta di effetto moltiplicatore delle sue sensazioni e dei suoi impulsi,può fare ciò che da solo non si sognerebbe mai di fare; la folla è un mostro dalle molte teste. E se c'è qualcuno che ha i doni di personalità e di parola per prenderne il controllo, questo qualcuno può puntare in alto... Non è un caso se Satana si insinua proprio nel cuore della “grande moltitudine” che circonda Gesù. È come se dicesse: “Vedi? Qui c'è già la 'materia prima' per marciare insieme alla conquista del mondo!”. Forse proprio per questo, dopo avere sconfitto il “Principe del male”, Gesù non sceglie una folla di persone, ma solo pochi uomini, semplici e illetterati, potremmo forse dire “pochi poveri cristi”... “per tenerli con sé” e perché vadano di villaggio in villaggio e di casa in casa a portare il suo nome e la sua offerta di liberazione.

Vedete allora come tutto cambia? Annunziare Gesù non è affare di folle e di leader carismatici, ma di purissima umanità, di rapporto da persona a persona... Gesù vuole il tuo cuore, vuole te nella verità della tua vita; non vuole conquistarti con la suggestione collettiva dei raduni di massa, delle folle oceaniche. Per questo ti manda a casa il suo inviato che è un povero essere umano come te, solo però con gli occhi luminosi ed il cuore gioioso, perché lui Gesù l'ha già incontrato e già ha sperimentato la sua liberazione. E ora lo porta a te in semplicità, e ti parla di lui, ed ha con sé l'unico potere che Gesù vuole per sé e per i suoi: fare del bene a tutti e liberarli dalle potenze oscure della malvagità.

Lui, te e Gesù. È davvero questione di piccoli numeri. Proprio come quello che Mosè, nel brano dell’Antico Testamento che abbiamo letto oggi, ha ricordato a Israele: “Il Signore si è affezionato a voi e vi ha scelti non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo, ma perché il Signore vi ama” (Deuteronomio 7,7 s.).

È una parola che cade a pennello per la nostra chiesa. Noi valdesi siamo sempre stati in pochi e poco conosciuti. I libri di storia non parlano quasi mai di noi, sparuta minoranza. Ma è proprio in questo modo che il Signore ci ha manifestato il suo amore: mantenendoci in pochi ci ha preservato dalla seduzione del potere...


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