Culto 16/08/2020 - Undicesima dopo Pentecoste

di Ruggero Marchetti pubblicato il 15/08/2020 23:28:58 in culto 20

Romani 11, 25 - 36

Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una parte d'Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri; e tutto Israele sarà salvato, così come è scritto:

"Il liberatore verrà da Sion. Egli allontanerà da Giacobbe l'empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati".

Per quanto concerne il vangelo, essi sono nemici per causa vostra; ma per quanto concerne l'elezione, sono amati a causa dei loro padri; perché i doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili. Come in passato voi siete stati disubbidienti a Dio, e ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza, così anch'essi sono stati ora disubbidienti, affinché, per la misericordia a voi usata, ottengano anch'essi misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti.

Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie! Infatti,

"chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio?"

Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno.

Amen.

Un pensiero dalla predicazione

thumbnail article Sarebbe bello se imparassimo a vivere la nostra fede in Gesù Cristo lasciando ad Israele quel che è suo, rispettandolo e amandolo, e nutrendo nel cuore una profonda riconoscenza e una lieta speranza nei suoi confronti.

Sì, sarebbe bello se riuscissimo a fare veramente nostre la convinzione e le affermazioni di Paolo in difesa del suo popolo…

Ogni volta che preghiamo con un salmo, ogni volta che chiamiamo Abramo “padre”, o pensiamo a Mosè… ogni volta che leggiamo Isaia, Geremia, qualcun altro dei profeti su su fino proprio a Malachia da cui oggi siamo partiti… ma anche ogni volta che il Nuovo Testamento ci parla di Gesù, il Messia Figlio di Davide, e ogni volta che ascoltiamo nelle epistole di Paolo l’Evangelo della grazia… ogni volta ci dovremmo sentire, nella nostra riconoscenza verso Dio, anche un po ‘debitori di Israele.

E dovremmo sentire la gioia di poter condividere con lui la speranza della nostra e della sua redenzione. Per dirlo ancora con le parole di oggi dell’Apostolo: “Non voglio che ignoriate questo mistero”: Dio, che ha voluto che Israele fosse ila sua “benedizione per tutte le famiglie della terra”, malgrado il suo “indurimento” e la sua “disubbidienza” (ma del resto, chi di noi non si è mai “indurito” e chi non ha mai “disubbidito”?) ha preparato per lui la migliore della sue promesse: “Tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: «Il liberatore verrà da Sion. Egli allontanerà da Giacobbe l'empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati»".

Che questa domenica che le nostre chiese cristiane dedicano ad Israele ci aiuti a sentirci “un cuor solo ed un’anima sola” col popolo di Dio di ieri e di sempre.

Così, e solo così, se saremo uniti a lui anche nella consapevolezza che vale per noi e per Israele che “Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti”, varrà anche per noi la dichiarazione d’amore di Dio per i figlie e le figlie del suo popolo, da cui siamo partiti: “Io vi amo – dice il Signore”.

Il pastore


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